Il Cinema del ventennio

Documento  Z3  (1942)

 

Regia: Alfredo Guarini

 

 

 

Manifesti 70x100

 

 

La Trama: Jugoslavia, marzo '41, alla vigilia del colpo di stato che trascinò il paese in guerra contro l'Italia. Una giovane dalmata, agente del nostro servizio di controspionaggio, cade nelle mani della polizia jugoslava mentre tenta di varcare il confine. La polizia, che non ha prove della sua colpevolezza, tenta invano di farla confessare. Un agente dello spionaggio jugoslavo riesce a farla liberare col proposito di sorvegliarla nei suoi movimenti e le impone di aiutarlo a carpire al Commissario Sovietico giunto a Belgrado, un documento comprovante accordi segreti. La donna accetta, sperando di impossessarsi del documento a vantaggio dell'Italia. Raggiunge il suo intento ma è scoperta e inseguita. Il giovane agente che sembra la perseguiti, ma che poi si scopre anch'egli per un emissario del controspionaggio italiano, l'arresta e la salva conducendola con sé in Italia.

 

 

Revisione cinematografica:

- Nulla Osta alla proiezione rilasciato il 13 aprile '42 dal Ministero della Cultura Popolare a firma Eitel Monaco.

- Alfredo Guarini, a nome della Artisti Associati, si duole con il Direttore Monaco scrivendogli che "...Documento Z3 (film di propaganda) non ha avuto nessun premio o riconoscimento ufficiale e, purtroppo, non è stato nemmeno appoggiato presso gli Organi competenti per una pronta diffusione all'estero...[visto che] ... è di ieri un divieto della Censura svizzera che considera Documento Z3 un film troppo partigiano per l'Asse....".

E prosegue: "... Io ho prodotto due film di propaganda: Passaporto rosso nel 1935 durante la campagna etiopica e Documento Z3 nel 1941 durante l'attuale guerra...".

- Dopo il divieto imposto dal  P.W.B., il 17 febbraio '45, Artisti Associati contesta la decisione sostenendo che "..il governo del passato regime non considerò "Documento Z3" come film di propaganda...", chiedendo una revisione del caso. Tale richiesta non ottiene alcun effetto.

- La 2° revisione da parte dell'ufficio competente del costituito Governo italiano, il 7 maggio '45, conferma ancora la tendenza politica fascista del film.

- 3° revisione:  il 16 maggio '47 viene presentata una nuova richiesta di revisione  a seguito di "radicali modifiche al film in oggetto...[avendo eliminato]... ogni riferimento all'Italia e al Patto Tripartito" ed avendo modificati i dialoghi e tagliate alcune scene. Ma il 29 maggio viene ancora una volta riconfermato il divieto.

- 4° revisione: il 15 dicembre '47 Artisti Associati chiede una nuova revisione, questa volta limitata alla commercializzazione per il mercato estero.

Il 13 gennaio '48 si esprime ancora parere sfavorevole "...trattandosi di un film di esaltazione di una azione di spionaggio italiana in Jugoslavia ai danni di un commissario sovietico".

- 5° revisione: la società distributrice, dopo aver apportato tagli nelle scene e  modifiche ai dialoghi, richiede nuovamente in data 1 marzo '48 la concessione del Nulla Osta per l'esportazione. Il 9 marzo la Commissione, constatato che le modifiche "hanno liberato il film da ogni riferimento politico" esprime parere favorevole alla concessione.