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La Trama:
Jugoslavia, marzo '41,
alla vigilia del colpo di stato che trascinò il paese in guerra contro
l'Italia. Una giovane dalmata, agente del nostro servizio di
controspionaggio, cade nelle mani della polizia jugoslava mentre tenta
di varcare il confine. La polizia, che non ha prove della sua
colpevolezza, tenta invano di farla confessare. Un agente dello
spionaggio jugoslavo riesce a farla liberare col proposito di
sorvegliarla nei suoi movimenti e le impone di aiutarlo a carpire al
Commissario Sovietico giunto a Belgrado, un documento comprovante
accordi segreti. La donna accetta, sperando di impossessarsi del
documento a vantaggio dell'Italia. Raggiunge il suo intento ma è
scoperta e inseguita. Il giovane agente che sembra la perseguiti, ma che
poi si scopre anch'egli per un emissario del controspionaggio italiano,
l'arresta e la salva conducendola con sé in Italia.
Revisione cinematografica:
-
Nulla Osta alla
proiezione rilasciato il 13 aprile '42 dal Ministero della
Cultura Popolare a firma Eitel Monaco.
- Alfredo Guarini,
a nome della Artisti Associati, si duole con il Direttore
Monaco scrivendogli che "...Documento Z3 (film di propaganda) non ha
avuto nessun premio o riconoscimento ufficiale e, purtroppo, non
è stato nemmeno appoggiato presso gli Organi competenti per una
pronta diffusione all'estero...[visto che] ... è di ieri un
divieto della Censura svizzera che considera Documento Z3 un
film troppo partigiano per l'Asse....".
E prosegue: "...
Io ho prodotto due film di propaganda: Passaporto rosso
nel 1935 durante la campagna etiopica e Documento Z3 nel
1941 durante l'attuale guerra...".
- Dopo il divieto
imposto dal P.W.B., il 17 febbraio '45, Artisti
Associati contesta la decisione sostenendo che "..il governo del
passato regime non considerò "Documento Z3" come film di
propaganda...", chiedendo una revisione del caso. Tale richiesta
non ottiene alcun effetto.
- La 2° revisione
da parte dell'ufficio competente del costituito Governo
italiano, il 7 maggio '45, conferma ancora la tendenza politica
fascista del film.
- 3° revisione:
il 16 maggio '47 viene presentata una nuova richiesta di revisione a
seguito di "radicali modifiche al film in oggetto...[avendo
eliminato]... ogni riferimento all'Italia e al Patto Tripartito"
ed avendo modificati i dialoghi e tagliate alcune scene. Ma il 29 maggio
viene ancora una volta riconfermato il divieto.
- 4° revisione: il
15 dicembre '47 Artisti Associati chiede una nuova
revisione, questa volta limitata alla commercializzazione per il mercato
estero.
Il 13 gennaio '48
si esprime ancora parere sfavorevole "...trattandosi di un film
di esaltazione di una azione di spionaggio italiana in
Jugoslavia ai danni di un commissario sovietico".
- 5° revisione: la società distributrice, dopo aver apportato tagli nelle scene
e modifiche ai dialoghi, richiede nuovamente in data 1
marzo '48 la concessione del Nulla Osta per l'esportazione. Il
9 marzo la Commissione, constatato che le modifiche "hanno
liberato il film da ogni riferimento politico" esprime
parere favorevole alla concessione.
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