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Il Cinema del ventennio |
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L'attore scomparso (1941)
Regia: Luigi Zampa
Nulla Osta alla proiezione rilasciato il 31 marzo 1941 dal Ministero della Cultura Popolare del Governo fascista.
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Manifesto 50x70
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Trama: durante la rappresentazione di una commedia un attore deve rinchiudersi in un armadio per poi essere scoperto dal marito tradito. Ma l'attore scompare dall'armadio e la recita deve essere sospesa. Un commissario di polizia che si trovava in teatro in seguito ad una lettera anonima, sale sul palcoscenico, impedisce al pubblico di uscire dalla sala ed inizia una serrata inchiesta per venire a capo della misteriosa scomparsa: tra la sorpresa generale l'attore viene poi identificato nel pompiere di servizio. Perchè aveva architettato tutto ciò? La commedia gli sembrava troppo banale e quindi aveva ideato uno stratagemma per uscire dalla finzione scenica e mettere in luce i caratteri dei veri personaggi. La trovata piace al pubblico e l'attore ottiene una nuova scrittura.
Anche questo è un film tratto da una commedia; l'autore è lo scrittore tedesco Theo Lingen. I commenti apparsi sui quotidiani del tempo furono in generale favorevoli. Luigi Zampa , alla sua prima regia, aveva "...il solo scopo di fare un film piacevole in un'epoca che prediligeva il cinema d'evasione. ...sceglie l'ambiente del teatro che gli era familiare per passate esperienze di commediografo e narra con la maggiore scorrevolezza possibile una serie di colpi di scena" [67)
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