Nulla Osta alla proiezione del 19 agosto 1943. Il Regime fascista era in dissoluzione e il Direttore del Ministero della Cultura Popolare, Eitel Monaco, preposto al benestare al rilascio delle autorizzazioni aveva abbandonato il suo incarico. Il Nulla Osta probabilmente venne rilasciato da un "facente funzioni" delle truppe di occupazione fasciste. Non c'è traccia di un intervento censorio del P.W.B. su questo film.
Vittorio De Sica, attraverso gli occhi innocenti di Pricò, un bambino di sette anni, fa vivere nello spettatore i fatti che portano alla dolorosa dissoluzione della sua famiglia.
La Trama: : la madre del bambino è invaghita di un altro uomo e decide improvvisamente di abbandonare il marito, Andrea, lasciandolo in una cupa disperazione, e il figlio. Dopo alcune esperienze di soggiorno poco felici, prima presso una zia e successivamente presso la nonna, Pricò torna a casa gravemente ammalato. Questo fatto induce la madre a ritornare; ma è solo una breve parentesi; la donna decide di tornare dal vecchio amante e si allontana definitivamente dal marito e dal figlio. Andrea, esasperato, dopo aver portato il piccolo in un collegio, decide per l'epilogo più drammatico: il suicidio.
La notizia della scomparsa del padre raggiunge Pricò in collegio, dove in presenza della madre, che ignora, abbraccia la fedele governante Agnese, per poi rinchiudersi, in solitudine, nella sua nuova dimora.


