Il Cinema di Angelo Musco

 

Angelo Musco nacque a Catania nel popolare rione di San Cristoforo in via Giuseppe Garibaldi, angolo via Fortino Vecchio, il 18 dicembre del 1871. Quattordicesimo dei figli del piccolo bottegaio Sebastiano Musco e della casalinga Francesca Cosenza visse un'infanzia povera e, fin dall'adolescenza, intraprese diversi lavori quali il barbiere, il calzolaio e il muratore.

 

Entrò nel teatro all'età di sedici anni con l'Opera dei pupi, il tradizionale teatro di strada siciliano, e nel 1884 venne scritturato dalla compagnia di marionette di Michele Insanguine. Successivamente venne in contatto con il teatro di varietà e lavorò per vari teatri siciliani, fino al 1889 quando entrò nella Compagnia teatrale di Giovanni Grasso che recitava soprattutto in dialetto.

 

Dal 1902 iniziò a collaborare con Nino Martoglio, direttore della sua compagnia dal 1907, che scrisse per lui San Giovanni decollato e L'aria del continente. Lavorò anche con Marinella Bragaglia con la quale fondò nel 1912 la compagnia teatrale Drammatica Compagnia Siciliana Marinella Bragaglia - Angelo Musco, sciolta due anni dopo, e poi la Compagnia Comica del Cav. Angelo Musco, dove entrò l'attrice Rosina Anselmi, supportata da Luigi Pirandello. Il premio nobel scrisse per lui alcune commedie tra cui A birritta cu' i ciancianeddi (Il berretto a sonagli) che Musco rappresentò a Roma, Liolà e Pensaci... Giacomino; quest'ultima commedia venne trasposta anche in un film del 1936 di cui Musco fu protagonista. La sua carriera cinematografica iniziò nel 1932, pochi anni dopo l'avvento del sonoro nel cinema, ed ebbe un grande successo. La bravura di Musco stava nella sua comicità e nell'interpretazione psicologica dei personaggi che rappresentava; spesso aggiungeva elementi estemporanei e originali alle opere che rappresentava, rendendole più reali.

 

Nel corso degli '20 e '30 Musco e la sua compagnia fecero numerose tournè in Italia e nel mondo riscuotendo enormi successi. Oltre 30 le sue interpretazioni teatrali, molte delle quali, più tardi, daranno spunto alla realizzazione di film di cui Angelo Musco sarà il principale interprete; questa trasposizione in film di spettacoli teatrali di successo fu abbastanza frequente in quegli anni.

 Il suo esordio internazionale avvenne sul palcoscenico del Manhattan Opera House di New York con L'aria del continente di Martoglio.

Sposatosi solo all’età di 52 anni con l’attrice Desdemona Balistrieri, ebbe da lei 4 figli, Franca, Angelo, Annamaria e Vittorio.

 

Il 6 ottobre 1937 dopo una recita al Teatro Olimpia di Milano, dove aveva portato in scena Un magnifico cappello del drammaturgo Federico Petriccione, fu colpito da un infarto e morì. La rivista "L'Illustrazione Italiana" del 17 ottobre 1937 dedica una intera pagina a questo evento, riassumendo brevemente la carriera dell'artista: i suoi primi passi con la compagnia dialettale di Giovanni Grasso e i successi seguenti, in tutti i teatri Siciliani, con la Compagnia da lui fondata; le prime difficoltà con il pubblico del Continente che, probabilmente prevenuto, non gradiva la sua recitazione e, infine, a partire dal Teatro dei Filodrammatici di Milano, la notorietà che non lo abbandonerà più sino alla fine; i più grandi autori del momento erano lieti di scrivere per lui qualche commedia che si prestasse ad una interpretazione dialettale. La rivista riporta la foto dell'ultimo manifesto affisso dal Teatro che "Per indisposizione del Gr.Uff. Angelo Musco..." sospende lo spettacolo.

Numerosi i quotidiani/riviste dedicati al triste evento: "Il Dramma"' n.268 del 15 ottobre 1937,  dedica un lungo articolo alla scomparsa dell'attore tratteggiandone la vita e la carriera artistica; l' "Illustrazione del Popolo" n.42 del 17-23 ottobre 1937 ne fa un breve ritratto e ci racconta come solo un paio di settimane prima della morte era a Cinecittà, a girare le ultime scene del suo ultimo film Gatta ci cova; "il Secolo illustrato" n.42 del 16 ottobre 1937 riassume momenti personali della Sua vita e, ovviamente, una scena del suo funerale.

Angelo Musco riposa nel "Viale degli uomini illustri" del cimitero monumentale di Catania.

 

Filmografia

L'attività cinematografica di Angelo Musco si sviluppa su un periodo di pochi anni ed è quindi molto limitata:

1917 - San Giovanni Decollato

1932 - Cinque a zero (Mario Bonnard)

1934 - Paraninfo (Amleto Palermi)

           L'eredità dello zio buonanima (Amleto Palermi)

1935 - Fiat Voluntas Dei (Amleto Palermi)

           L'aria del Continente (Gennaro Righelli)

1936 - Re di danari (Enrico Guazzoni)

           Pensaci ...Giacomino (Gennaro Righelli)

           Lo smemorato (Gennaro Righelli)     

1937 - Il feroce Saladino (Mario Bonnard)

           Gatta ci cova (Gennaro Righelli)